La nostra storia

Stampa
Categoria: Informazioni
Pubblicato Mercoledì, 23 Febbraio 2011

L'idea di don Ottorino
Pillole di storia

24 maggio 1941:
Don OttorinoDon Ottorino Zanon, attorniato da un gruppo di giovani, celebra la Santa Messa nella vecchia chiesetta dell’Ausiliatrice.
Con questa modesta cerimonia ha inizio una nuova attività: nel sottopalco del teatro parrocchiale di Araceli (si trovava allora nell’attuale area del Seminario) una ventina di ragazzi si dedica a modesti lavori di meccanica: recupero della latta di vecchi barattoli, limatura e finitura delle parti saldate di telai per biciclette e, sotto gli occhi vigili del primo capo officina, Massimo Lovato, il montaggio di un suo eccezionale brevetto, per quei tempi: un’ombrella da incorporare nel manubrio della bicicletta per ripararsi le gambe durante il cattivo tempo.

L'obiettivo è quello di aiutare i giovani, soprattutto quelli in difficoltà, a trovare una propria strada in quel difficile ambiente che è la vita, attraverso uno strumento fondamentale: il lavoro. Il lavoro da imparare, da amare, da considerare come un valore.

Le Prime Tappe
I primi allievi sono i ragazzi bisognosi del quartiere di Saviabona, aiutati dai ragazzi dell'oratorio che, durante le vacanze scolastiche, si dedicano con passione a questa e ad altre attività.
TipografiaL'uscita di un manifestino stampato con un rudimentale torchio e con alcune casse di vecchi caratteri per la festa del Redentore, patrono della parrocchia, suscita molta curiosità ed un benefattore si fa avanti. Mette a disposizione di don Ottorino i soldi per acquistare il terreno (cinque campi) e per costruire la prima casetta dell'attuale Istituto San Gaetano.

Nella primavera del 1942 la casa è praticamente finita. L'officina e la tipografia vengono collocate al pianterreno, insieme alla cucina e, al piano superiore, la cappella, un'aula, le stanze di don Ottorino e dei suoi genitori e la prima camerata che, nel volgere di pochi mesi, sarà un concentrato di letti e di ospiti.
Lab meccNel frattempo sta finendo la guerra, e aumenta il numero di ragazzi ospitati, orfani e segnati profondamente dalla terribile esperienza bellica.

Don Ottorino sente vivamente la necessità di avere dei sacerdoti e dei laici che si dedichino a continuare la sua opera, e nel 1943 arriva il primo sacerdote ad affiancare l'opera di don Ottorino: si tratta di don Aldo De Antoni, che per quasi 30 anni guida l’istituto.
Nel 1947 inizia la costruzione della prima Casa dell'Immacolata per la formazione di tali giovani e, nel 1951, viene ordinato il primo sacerdote dell'Istituto, don Marcello Rossetto.

AvvolgimentoIl giorno di Natale del 1961 nasce la Congregazione religiosa tanto sognata e preparata da don Ottorino: la "Pia Società San Gaetano", che espande via via la sua attività assumendo dimensione missionaria e internazionale, come testimoniano le attività tuttora svolte in vari paesi del mondo.

 

 

 

 

Coerenza e innovazione
Sono le due linee guida che hanno ispirato l'attività dell'Istituto in questi anni. Coerenza intesa come rispetto dell'idea di fondo da cui è nata; innovazione perché, col passare degli anni cambiano i giovani, cambiano le loro esigenze, cambiano le leggi cui fare riferimento per poter svolgere l'attività formativa.

Scuola graficaCosì negli anni 70 l'Istituto non è più una struttura per gli "orfani", ma un vero e proprio centro di formazione professionale aperto a chiunque, sempre con una particolare attenzione ai ragazzi in difficoltà. Laboratorio Macchine utensili 2011

 

 

 

 

Sono gli anni in cui si consolida il settore grafico, in cui si istituzionalizza la presenza del settore elettrico, distinguendolo dal settore meccanico; in cui nasce il settore dell'automeccanica che immediatamente diventa un polo d'attrazione per molti giovani. Sono gli anni in cui, dopo la sartoria, scompare anche la gloriosa falegnameria, sempre nell’ottica di rispondere a esigenze in continua evoluzione.     
Purtroppo, il 14 settembre 1972, un tragico fatto sconvolge la realtà dell’Istituto e della Congregazione: in un uncidente stradale alle porte di Brescia muore don Ottorino. Il suo posto, alla casa dell’Immacolata, viene preso da don Aldo, proprio mentre si intensifica e si completa il processo di trasformazione in un CFP "moderno".

Lo scenario attuale
Nel dicembre del 1978 esce la legge 845 che regola la Formazione Professionale, assegnando alle Regioni il ruolo di gestione e di coordinamento delle varie attività.
E' un primo riconoscimento all'importanza di tale attività, limitato però da due ostacoli: il fatto che non tutte le regioni italiane propongono tale attività e la tendenza diffusa all'omologazione preponderante a livello culturale, per cui si tende a valorizzare l'esperienza scolastica considerando "di serie B" quella professionale.    
Proprio in questo periodo l'Istituto dimostra la validità della sua proposta e la capacità di rinnovarsi: viene inserito il settore saldocarpenteria, che va a completare la proposta nel settore meccanico; e viene istituzionalizzato un percorso per gli allievi in difficoltà, sempre nell'ottica di dare risposte adeguate alle esigenze dei giovani. A metà degli anni 90 si raggiungono i 400 iscritti annui, che sostanzialmente rappresentano a tutt'oggi il numero medio di presenze.
Nel frattempo si sviluppa anche l'attività di formazione per gli adulti, dedicata a che vuole riqualificarsi o apprendere le nuove tecnologie.
E, coerentemente con i valori di solidarietà e accoglienza che hanno sempre contraddistinto la storia dell'istituto nascono e si sviluppano altri 2 progetti importanti: il "Progetto Jonathan", dedicato ai detenuti del carcere vicentino e al loro reinserimento nella società; e il "Progetto Nova Terra", destinato all’accoglienza e all’inserimento nella società di tutte le persone provenienti da altri paesi.

Le nuove sfide
All'inizio del terzo millennio l’arrivo della "riforma Moratti", inserisce a pieno titolo la Formazione Professionale fra gli indirizzi previsti nel cammino scolastico/formativo.
È un risultato importante, che apre nuove prospettive per l'Istituto; ma che gli affida anche nuove responsabilità. Ancor più che in passato sarà necessario aggiornarsi, dotarsi di una struttura efficiente, in grado di dare risposte adeguate ad una realtà giovanile sempre più complessa, capace di leggere la società civile anticipandone i cambiamenti…. Insomma una sfida difficile ma entusiasmante, proprio come quella iniziata quel lontano (ma non troppo...) 24 maggio 1941.

joomla 1.6 templates free
Realizzato da Maurizio Marchetto e Alessandro Gonella
By Joomla 1.6 templates free